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    L’assunzione di diversi farmaci negli anziani, è associata a una riduzione dell’aderenza al trattamento farmacologico.

    13 Novembre 2022 11 min

    Secondo l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) gli over 65 consumano in media 3 dosi di medicinali al giorno con una spesa annuale di circa 660 euro.

    Il rapporto “L’uso dei farmaci nella popolazione anziana in Italia”, realizzato dall’OsMed, Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali, con il supporto di Aifa, Agenzia italiana del farmaco e Iss, Istituto superiore di sanità descrive il comportamento degli over 65 in relazione alle prescrizioni farmaceutiche, in relazione a tre situazioni:

    1. domicilio paziente (prescrizione territoriale)
    2. ospedale
    3. residenze sanitarie assistenziali

    Il 98% degli anziani in Italia ha ricevuto almeno una prescrizione dal suo medico di base o da un medico specialista e, ogni giorno, un anziano consuma tre dosi di medicinali.

    Tra i medicinali prescritti la prima voce di spesa riguarda i farmaci legati a patologie cardiovascolari (8 over 65 su 10 ne assumono almeno uno), seguiti dai farmaci gastrointestinali e del metabolismo, dagli antibatterici e dai farmaci del sangue e organi emopoietici.

    Gli uomini mostrano un consumo superiore rispetto a quello delle donne.

    Il 29% degli uomini e il 30,3% delle donne utilizzano 10 o più sostanze contemporaneamente.

    Le parole di Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco: “Gli anziani sono i principali utilizzatori di farmaci in Italia.”

    Questo rapporto rappresenta uno strumento prezioso per promuovere interventi e progetti mirati a migliorare la qualità e la sicurezza dell’uso del farmaco in questa popolazione. Si stima che un terzo degli over 65 utilizzi 10 o più farmaci contemporaneamente. Questo rapporto aiuta a comprendere diversi aspetti di questo fenomeno individuando nella deprescrizione farmacologica, ovvero nella riduzione del numero dei principi attivi prescritti, una risposta mirata per garantire una maggior sicurezza e appropriatezza delle cure. Non sempre la prescrizione di un numero elevato di farmaci corrisponde alle migliori cure o a più salute.

    Silvio Brusaferro, presidente ISS

    Aderenza alla terapia

    È noto che la politerapia, definita come l’utilizzo contemporaneo di più medicinali, è associata a una riduzione dell’aderenza al trattamento farmacologico nonché a un aumento del rischio di interazioni tra farmaci. Tale comportamento necessita pertanto di particolare attenzione soprattutto perché, a livello nazionale, il 29,0% degli uomini e il 30,3% delle donne di età ≥65 anni utilizzano 10 o più sostanze contemporaneamente.

    Politerapia

    La politerapia è definita come l’utilizzo di più farmaci contemporaneamente. Questa condizione è conseguenza della coesistenza, nella stessa persona, di molteplici patologie croniche, che richiedono numerosi trattamenti farmacologici. I rischi della politerapia sono principalmente dovuti al rischio di interazioni tra farmaci, ma anche tra farmaci e patologie o tra farmaci e cibo. Inoltre è noto che la politerapia è associata a una riduzione dell’aderenza al trattamento farmacologico.

    La tabella mostra come la politerapia sia estremamente comune nella popolazione anziana: il 29,0% degli uomini e il 30,3% delle donne di età ≥65 anni utilizzano 10 o più sostanze contemporaneamente. Inoltre il numero di molecole assunte contemporaneamente aumenta progressivamente all’avanzare dell’età, andamento che si riscontra sia nelle donne che negli uomini.

    Tra gli uomini il 40,1% di coloro con età ≥85 assume 10 o più farmaci, rispetto al 18,8% nella fascia 65-69 anni. Un simile trend si osserva per le donne (37,2% vs 19,6%).

    [ FONTE ]

    [ Rapporto ]